Licenziati dall'Apple Store per non aver "sposato" la filosofia aziendale
#1
Inviato 18 ottobre 2010 - 11:04
"Non siete abbastanza Apple"
Licenziati dal negozio dei sogni
Festa grande per l'inaugurazione dell'Apple store di Grugliasco
Polemica allo «store» delle Gru: «L’accusa: non aver sposato
il pensiero aziendale»
MAURIZIO TERNAVASIO
TORINO
«Sono stato assunto dalla Apple il 2 settembre per occuparmi della vendita al pubblico e dell’assistenza nel nuovo store a Le Gru. Il 12 ottobre, prima che finisse il periodo di prova, mi hanno licenziato senza motivazione scritta». È disperato, lo “specialista” Marco Savi, 42 anni. «Ho lasciato un’attività in proprio perché per me, che sono nel settore da vent’anni, Apple era il punto di arrivo della carriera. Invece è stata una grandissima delusione. Ci hanno fatto fare un corso incentrato non sulla parte tecnica, ma sulla filosofia dell’azienda. Nello store eravamo tutti un po’ allo sbaraglio, senza nozioni sulle procedure di cassa e dei finanziamenti». Eppure l’entusiasmo era a mille.
«Il primo giorno ho lavorato più di 12 ore, e a settembre ho fatto 48 ore di straordinari. Poi sono cominciati i problemi: un giorno ho perso la voce e stavo male, ma i manager non mi hanno lasciato andare a casa, spostandomi in magazzino. Un collega è stato ripreso perché ha fatto una pausa di cinque minuti per prendere una pastiglia per il mal di testa. Lo scorso martedì, appena arrivato al lavoro - continua Savi - uno dei manager mi ha comunicato che non avevo superato il periodo di prova. Ci sono rimasto di sasso. Quando ho chiesto le motivazioni, prima mi è stato detto che non ero stato abbastanza “caloroso” nel salutare i clienti, e poi da un suo collega che non avevo sposato in pieno il “pensiero Apple”».
A ogni dipendente è stato consegnato un libretto tascabile, il «Credo» dell’azienda, che inizia così: «Per noi di Apple le persone sono la risorsa più importante, la nostra anima». «Niente di più falso: durante i corsi di formazione ho espresso il mio parere su certe strategie di vendita, e i manager se la sono legata al dito. In Apple chi pensa con la sua testa è fuori dal sistema».
I cinque manager dell’Apple di Grugliasco, dice Savi, non hanno un capo. «Come fa, chi proviene da settori che con la tecnologia non hanno nulla a che fare, e per di più in prova come noi, a giudicare l’operato di persone che in genere sono esperti in informatica? È qui che sta la criticità. Ora tutti i colleghi vivono con la paura di essere licenziati da un momento all’altro».
Ma quello di Savi non è un caso isolato. Negli ultimi giorni sono stati mandati via altri 3 dipendenti, tra cui il 22enne Alessandro Montagner. «Il 13 ottobre mi è stata consegnata la famosa lettera che ho dovuto sottoscrivere per presa visione - dice - Ovviamente non c’era la motivazione. Quattro giorni prima avevo comunicato ad uno dei manager che presto avrei iniziato, fuori dall’orario di lavoro, un corso di design di cui avevo già parlato all’atto dell’assunzione.
Apparentemente la cosa non dava problemi: invece sono sicuro che sia stata questa la causa del mio allontanamento, visto che non sono mai stato richiamato. “Da che parte vuoi uscire?”, mi hanno chiesto dopo il licenziamento. Ho scelto la porta principale: “Me ne vado a testa alta”, ho risposto, perché ho sempre fatto il mio dovere». Dalla Apple, al momento, nessuna risposta ufficiale.
#2
Inviato 18 ottobre 2010 - 11:40
Sempre giusto per amor di cronaca, ritengo più che legittimo, per un'azienda, decidere chi è idoneo e chi no per dei posti di lavoro al termine di un periodo di prova.
Che poi le motivazioni della non idoneità siano discutibili, ovviamente se confermate, è tutta un'altra faccenda.
rob
#3
Inviato 18 ottobre 2010 - 12:06
Non esprimo giudizi per non farmi ridare del Fan Boy (già me lo sono preso ultimamente a causa del mio intervento in un altro forum
Epoché...
Il mio Non-Flickr
#4
Inviato 18 ottobre 2010 - 14:16
Curzio Malaparte, La Pelle.
http://web.mac.com/uzzo
#5
Inviato 18 ottobre 2010 - 15:12
E ci mancherebbe solo quello, aggiungo...
La pretesa di trasformare ogni cosa in un reality è orrenda. Se ci saranno elementi tali che porteranno la disputa davanti ad un giudice del lavoro allora ci sarà una notizia.
Altrimenti per me la notizia sta che a due non è stato confermato l'incarico alla fine del periodo di prova.
Sarebbe una notizia se fossero gli unici due rimasti senza lavoro questa settimana.
A prescindere da chi è il datore di lavoro.
Tutto il resto è rumore.
"Shout for joy if you get the chance"
#6
Inviato 18 ottobre 2010 - 16:37
il bersaglio (Apple) è invitante, e la faccenda è stata ben infarcita su vari blog tematici, l'articolo ad effetto diventa facile.
Se non era Apple (che va tanto di moda) ma era Barilla ( di cui non si parla da anni) manco se ne parlava, rientrava nei "problemi di ordinaria disoccupazione".
Poi, per carità, è sempre brutto sapere che qualcuno non riesce ad ottenere un posto di lavoro con le magre che girano, hanno tutta la mia solidarietà, ma di qui a scriverci sopra una polemica ne passa.
Non mi stupirei di leggere, prima o poi, che l'ordine è arrivato direttamente da Cupertino, siglato SJ, come confermano "autorevoli fonti anonime".
rob
#7
Inviato 18 ottobre 2010 - 17:34
cristianof, il 18 ottobre 2010 - 15:12, ha scritto:
E ci mancherebbe solo quello, aggiungo...
Quel che volevo dire è che spesso e volentieri chi informa non ha nessun scrupolo a trascurare la posizione dell'altro soggetto, soprattutto quando quest'ultimo, come da detto da Rob, è una preda assai invitante.
Citazione
Curzio Malaparte, La Pelle.
http://web.mac.com/uzzo
#8
Inviato 18 ottobre 2010 - 17:55
Che poi si tratti di Apple aggiunge solo qualcosa in più alla vergogna.
La pratica del "Ci hanno fatto fare un corso incentrato non sulla parte tecnica, ma sulla filosofia dell’azienda." è una cosa che sta dilagando in tutti i settori.
Si chiama analfabetismo di ritorno aziendale: ignoranti fino al midollo e lecca culo alla potenza.
Mettete sulla ricerca del personale cerchiamo cavie per il lavaggio del cervello che fate prima...
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#9
Inviato 18 ottobre 2010 - 20:17
Siba, il 18 ottobre 2010 - 17:55, ha scritto:
Che poi si tratti di Apple aggiunge solo qualcosa in più alla vergogna.
La pratica del "Ci hanno fatto fare un corso incentrato non sulla parte tecnica, ma sulla filosofia dell’azienda." è una cosa che sta dilagando in tutti i settori.
Si chiama analfabetismo di ritorno aziendale: ignoranti fino al midollo e lecca culo alla potenza.
Mettete sulla ricerca del personale cerchiamo cavie per il lavaggio del cervello che fate prima...
Dalla mia sono più di uno i periodi di prova non superati senza una motivazione che fosse una.
Quando lavori per una multinazionale poi la cosa si complica. La firma (se c'è una lettera scritta) spesso arriva da una persona che non hai mai incontrato personalmente.
Per la cronaca, la mia miglior uscita è stata preceduta da un
"Sa signor Gentile, siamo convinti che lei potrebbe essere più felice da un'altra parte".
"Mi trasferite? dico io
"No".
Però aveva ragione.
#10
Inviato 19 ottobre 2010 - 02:33
Martini, il 18 ottobre 2010 - 20:17, ha scritto:
"Sa signor Gentile, siamo convinti che lei potrebbe essere più felice da un'altra parte".
Because the people who are crazy enough to think they can change the world, are the ones who do
#11
Inviato 19 ottobre 2010 - 08:16
Roberto Rota, il 18 ottobre 2010 - 16:37, ha scritto:
Effettivamente di Barilla non si parla mai... Ed essendo di Parma parlo a ragion veduta. L'unica cosa che, qui in zona, è continuamente vociferata è che le assunzioni sono tutte assolutamente pilotate. Per la serie "gli amici degli amici".
Siba, il 18 ottobre 2010 - 17:55, ha scritto:
Io aggiungerei "economicamente disperati" che può essere un ulteriore fattore per diventare un lecca culo alla potenza. Sposo al 100% la tua tesi, mi piace molto e penso che in paio di colloqui fatti dal sottoscritto il discorso non sia proseguito per "scarsa sudditanza".
#12
Inviato 19 ottobre 2010 - 09:00
Sono invece profondamente critico sui rimproveri per i 5 minuti per cause ben motivate, li parlerei di tendenza alla schiavizzazione.
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#13
Inviato 19 ottobre 2010 - 09:50
Se la situazione che descrive nell'articolo questo super esperto con vent'anni di esperienza alle spalle, è così da incubo, deve essere grato ad Apple della mancata conferma. Anzi, fosse stato accorto se ne sarebbe andato lui ben prima.
E ha vent'anni di esperienza, quindi non avrà troppi problemi a trovare un re-impiego.
Maurizio Ternavasio mi pare l'ennesimo caso di giornalista incompetente: l'articolo contiene mostruosità di forma (periodo di prova non è assunzione, quindi non è "licenziato", le differenze contano parecchio), e come avete sottolineato è mostruoso sposare acriticamente la campana del mancato dipendente che, ovviamente, non si riconosce nemmeno un difetto od un limite e si lancia persino in considerazioni di carattere economico e strategico...
Che la politica degli impieghi sia assurda, penalizzante, svilente, mortificante delle individualità e via dicendo è verissimo.
Che i datori di lavoro, tutti, tendano ad essere vessatori mi pare vero. Che Apple probabilmente lo sia lo trovo più che probabile. Del resto è una società nata negli Usa, dove il mercato del lavoro è affine a quello degli schiavi per molti aspetti.
Con tutti i pro e tutti i contro ovviamente.
Come al solito sono d'accordo con chi dice che la stampa e la Stampa sono produttori di immondizia con alcune eccezioni.
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#14
Inviato 19 ottobre 2010 - 10:21
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#15
Inviato 19 ottobre 2010 - 10:54
Altro che periodo di prova.
Sui giudizi sferzanti sulle procedure commerciali e non tecniche: quando entrate in un negozio preferite che uno vi accolga col sorriso e che sia facilmente riconoscibile o preferite quando dovete indovinare chi lavora lì e sembra vi faccia un piacere se vi risponde?
Io nel secondo caso compro altrove, non mi stupisce che qualche negozio non voglia perdere certi clienti. Magari avranno pure messo in preventivo che perderanno altri clienti che invece non vogliono i commessi "cavie" ma avranno valutato quale delle 2 clientele gli conviene perdere.
"Shout for joy if you get the chance"
#16
Inviato 19 ottobre 2010 - 11:00
IL CASO a grugliasco, nel torinese
«Licenziati dalla Apple senza spiegazioni
Ci hanno anche chiesto di uscire dal retro»
Uno degli ex dipendenti: «Mi hanno detto che non ero allineato al pensiero dell'azienda. Ma non è vero»
MILANO - «Ci hanno addirittura chiesto di uscire dalla porta posteriore». E perché? «Non ci hanno spiegato neanche questo». Marco Savi, 42 anni, lavorava all'Apple Store di Grugliasco, nel Torinese. Faceva parte della squadra di dipendenti che durante la festosa apertura del mese scorso (e nei giorni successivi) ha accolto la folla degli appassionati di Mac e iPhone. L'assunzione nell'azienda della Mela Morsicata rappresentava, per lui, una specie di sogno realizzato: «È sempre stata la mia passione» racconta. Un mese e mezzo dopo, però, è arrivata l'amara sorpresa. «Sono stato licenziato assieme ad altri due colleghi prima che finisse il periodo di prova». Nulla di illegale, dunque. «Il problema - aggiunge Savi - è che nessuno si è degnato di darci una motivazione valida». Possibile? «A me hanno detto soltanto che non rivolgevo ai clienti un "saluto caloroso" e che non ero allineato al pensiero Apple». E cosa significa? «Non lo so. L'unica cosa che posso dire è che a volte, durante le riunioni del mattino, mi sono trovato a fare delle semplici osservazioni sul funzionamento del nostro store, ma sempre con spirito positivo. Non ho mai contestato la filosofia aziendale. Forse, però, sono stato visto come un elemento di disturbo».
IN PROVA - Savi critica il comportamento dei suoi (ex) manager (che al momento preferiscono non commentare la vicenda, così come la Apple). «Persone in gamba, per carità. Ma provengono da esperienze che c'entrano poco con la tecnologia e i prodotti Apple. Anche loro, tra l'altro, sono in prova. Manager in prova che si sono trovati a gestire, e giudicare, personale in prova. Il giorno dell'apertura siamo stati mandati allo sbaraglio. In pochi sapevano usare le casse, i Pos non funzionavano, per fare un finanziamento ci volevano ore. Ci siamo trovati di fronte a clienti incavolati costretti ad attendere a lungo prima di completare un acquisto». E lei ha segnalato questi problemi ai suoi capi. «Ho fatto quello che dovevo, per questo mi sento in pace con la coscienza». Non è che invece ha combinato qualche casino? «Per carità, non sono uno di quelli che rompono le scatole. Io ero felice di quel lavoro. Tutti i giorni mi facevo 75 km in auto per andare e 75 km per tornare. Sono entrato alla Apple perché quella è la mia passione. Una specie di mito. Non avrei mai fatto qualcosa contro un'azienda che continuo ad apprezzare anche adesso, nonostante quello che è successo. Da una sera alla mattina, però, sono stato mandato via. Vorrei almeno capire perché». Magari non l'hanno giudicata adatto a quel lavoro. «Lo avrei accettato, se mi avessero dato una spiegazione valida. O magari avrebbero potuto avvertirmi, farmi capire cosa contestavano del mio comportamento. Invece continuo a chiedermi cosa ho sbagliato». E adesso? «Aspetto che si faccia vivo qualcuno della Apple. Poi vedremo». Ha sentito i suoi ex colleghi? «Sì, mi dicono che al lavoro c'è un'atmosfera molto tesa. Tra l'altro, hanno distribuito da poco le schede di valutazione sui manager. Dopo quello che è successo, non sanno proprio come comportarsi».
LO STUDENTE - Anche Alessandro Montagner, 22 anni, è stato licenziato dall'Apple Store di Grugliasco durante il periodo di prova. Il ritornello, come sottolinea anche La Stampa (che ha portato alla luce la vicenda), è lo stesso: «Non mi hanno dato nessuna spiegazione valida». Secondo il giovane, però, la decisione in questo caso sarebbe legata alla sua scelta di frequentare l'Istituto Europeo di Design (lo Ied). Incompatibilità di orari, forse? «Niente affatto - assicura - sarei riuscito a gestirmi. E poi io avevo avvisato l'azienda dal primo colloquio di lavoro. Mi avevano detto che non ci sarebbero stati problemi. Anzi, che erano felici di favorire la crescita professionale dei dipendenti». Le cose, a quanto pare, sono andate diversamente. «Un giorno sono stato convocato in ufficio e mi hanno annunciato l'intenzione di non riconfermarmi. Nessuno mi ha spiegato i motivi». È uscito anche lei dal retro? «Me lo hanno chiesto. Ma ho preferito andarmene dalla porta principale. A testa alta».
Germano Antonucci
18 ottobre 2010
#17
Inviato 19 ottobre 2010 - 11:29
Passi il fatto che, da autentico asino, non sa che nel periodo di prova non si licenzia, passi che come l'altro non sa che la rescissione nel periodo di prova non è assolutamente legata alla necessità di fornire motivazioni, e che tale regola ha un senso: le motivazioni non ci sono, spesso sono semplicemente legittime e vaghe sensazioni di chi prende la decisione, ma quello che considero un capolavoro di questo articolo è: "Da una sera alla mattina, però, sono stato mandato via", cos'è gli dovevano dare il preavviso?
Per quel che vale la sensazione che se ne può trarre è che la gestione degli Apple Store non è felice. Siccome per quanto mi riguarda il loro fallimento sarebbe un'ottima cosa non posso che compiacermene.
Rinfranca un poco rispetto alla pochezza di questi giornalisti...
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Curia Hostilia: iMac 24'', 2,16 Ghz Intel Core 2 Duo
#18
Inviato 19 ottobre 2010 - 11:29
Messaggio modificato da maragines il 19 ottobre 2010 - 11:30
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#19
Inviato 19 ottobre 2010 - 11:39
Per me, che si tratti di Apple o meno, fa poca differenza: rigetto fortemente la tesi del "complotto" - che pare tanto in voga da svariati anni a questa parte, in particolare presso alcuni politici che mal digeriscono le critiche - o della "preda appetibile".
Io, per principio, non aderisco a nessuna "filosofia" precostituita, aziendale o meno: un conto è insegnare tattiche di vendita e illustrare obiettivi, un altro consegnarsi "chiavi in mano" al proprio datore di lavoro con conseguente annullamento delle capacità individuali di critica e discernimento.
Secondo il mio modestissimo parere, quest'ultima ipotesi equivale - né più né meno - a prostituirsi.
Punto.
Tutti coloro che affrontano una nuova esperienza lavorativa, sono coscienti del fatto che dovranno superare un periodo di prova; nel caso in esame, il discorso è ben diverso: io sono rimasto allibito dal modo in cui questi lavoratori sono stati messi alla porta (addirittura a qualcuno è stato chiesto di uscire dalla porta di servizio!!!
Riuscite a rendervi conto della mostruosità o vi siete davvero bevuti il cervello?
La dignità di queste persone è stata calpestata, al di là del fatto che possano probabilmente avere commesso errori, su cui - peraltro - non è stata data loro alcuna spiegazione.
Da parte di un'azienda che si riempie la bocca di "think different" e slogan del genere, fa ancora più specie.
E scusate se è poco.
#20
Inviato 19 ottobre 2010 - 11:40
Negli USA gira la voce che lavorare per Microsoft è idilliaco mentre per Apple è un incubo, ma si dice anche che per entrare in Microsoft si è sottoposti ad angherie di ogni genere nel periodo di prova, e che una volta assunti non ci sono certo molte delle sicurezze che invece da noi regolano il mondo del lavoro.
È fin troppo chiaro che si è cercato l'articolo facile (senza fatica) e ad effetto, come spesso accade sui blog, ma sembra quasi che gli autori non abbiano riletto ciò che scrivevano, e soprattutto non stiamo parlando di blog...
rob
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