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> Refugees, reportage fotografico
RobiRat
messaggio 4 Jul 2009, 01:24
Messaggio #1


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qui potete trovare il progetto fotografico che ho seguito in questi ultimi mesi sui Rifugiati Politici che vivono a Milano
http://www.robertamore.it/refugees.html

Ciao
Roberta


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see my Flickr http://www.flickr.com/photos/7863064@N04/

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cenomans
messaggio 4 Jul 2009, 02:14
Messaggio #2


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ciao e tanti complimenti per le foto!

tra l'altro il tuo reportage (che andrebbe pubblicizzato, dagli diffusione) arriva in un momento in cui il governo italiano si distingue per inutile crudeltà verso molti di questi rifugiati


la folle e cieca politica dei respingimenti discrimina proprio questa categoria di persone a cui viene negato il diritto d'asilo in modo aprioristico, in barba alle più elementari norme di diritto internazionale

capita spesso di dire "mi vergogno di essere italiano" ma in questi giorni non si ha neanche la forza di dirlo o di pensarlo, tanta è la vergogna

CITAZIONE
Silvio Berlusconi, 12 Maggio 2009:
Su questi barconi di gente che ha diritto d’asilo non ce n’è. Lo dicono le statistiche. Vi sono solo casi eccezionali.”

Cristopher Hein, direttore del Comitato italiano per i rifugiati, 13 Maggio 2009:
Il 70 per cento degli immigrati arrivati in Italia nel 2008 con i barconi ha chiesto asilo politico, e un terzo del totale ha ottenuto il riconoscimento dello status di rifugiato, essendone stati verificati i requisiti.


queste persone (che in gran numero avrebbero diritto all'asilo politico) vengono rispedite in terra libica dove verranno palleggiati tra carceri disumane e ogni tanto liberati, costretti a pagare somme di denaro e reimbarcati verso l'italia, oppure riarrestati e rimessi in galera. Loop.

consiglio questo documentario
http://comeunuomosullaterra.blogspot.com/

lo danno sulla rai il 9 luglio su rai3 alle 23e40 (non proprio in prime time)

spiega meglio di tanti discorsi quello che succede a questi esseri umani che il nostro governo non considera tali

ps
questo intervento riguarda il rispetto dei diritti umani e non contiene messaggi politici di sorta (se non una sacrosanta e severa critica a chi i diritti umani non li rispetta), spero perciò che non venga cancellato

complimenti ancora per le foto, roberta

Messaggio modificato da cenomans il 4 Jul 2009, 02:15


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Supponete che qualcuno asserisca della sua inclinazione lussuriosa, che essa gli è affatto invincibile quando gli si presenta l’oggetto amato e l’occasione propizia; e domandate se, qualora fosse rizzata una forca d’avanti dov’egli trova quest’occasione, per impiccarvelo appena avesse goduto il piacere. Non ci vuol molto a indovinare ciò che egli risponderebbe.
[Immanuel Kant, Critica della ragion pratica]
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Night
messaggio 4 Jul 2009, 11:54
Messaggio #3


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Penso che reportage come questi siano importanti e che debbano essere posti sotto i riflettori perché quello che descrivi è importante ed è vergognoso il trattamento riservato a queste persone (una tra le tante cose che in Italia non funzionano mad.gif ).

Alcune foto mi piacciono molto, altre un po' meno (è questione di gusti personali e non una critica).

Forse per aiutare di più chi guarda sarebbe stato utile inserire anche le storie delle persone che hai fotografato o stralci della loro vita per riuscire a contestualizzare il tutto meglio.


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RobiRat
messaggio 5 Jul 2009, 11:37
Messaggio #4


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grazie dei vostri commenti, il lavoro è stato lungo e molto impegnativo. Ho dovuto vivere con loro per poterli fotografare conquistando la loro fiducia. Sono persone impaurite, bisognose d'aiuto, alla continua ricerca di spiegazioni del perchè il nostro paese non sia in grado di aiutarli. Ho passato molte sere ascoltando le loro storie di vita, aiutandoli con i documenti di espatrio immediato, nonostante abbiano i documenti italiani, carta d'identità e riconoscimento di rifugiati politici, ho cercato di tradurgli lettere della questura di milano, sono stata presente a diversi tentativi di sgombero, intervenendo con la mia macchina fotografica e il flash immortalando la polizia durante queste azioni di forza, per proteggere la loro dignità. Mi hanno chiamato in piena notte per correre da loro con la macchina fotografica cercando di testimoniare gli abusi subiti dalla violenza della polizia, ho dovuto superare le difficoltà delle istituzioni durante la distribuzione dei pasti mensa, perchè non vogliono che si fotografi. La mia macchina fotografica come strumento di lotta. E poi fotografare Dalete, un bambino di sei mesi con lo zio, il papà è stato ucciso dai militari in Eritrea, e poi Mudir, Youssef e tanti altri, militari scappati dal loro paese, tutte storie personali che ho raccolto, e poi i video di Nourredine, videoreporter freelance che ha testimoniato questa storia con i suoi video distribuiti anche su AlJazeera e rai3, una lunga documentazione che oltre a queste immagini racconta la storia di queste persone e il loro dramma.


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