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Nuovo Contest: Una Foto che Vale una Vacanza!!

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> Un Pomeriggio al PhotoShow...
Andrea Guerreri
messaggio 7 Apr 2008, 10:12
Messaggio #1


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Un Pomeriggio al PhotoShow...

(l'ho mandato anche a TevacPhoto.. ma non ci ho capito niente.. sorry... vedrò di studiare..)



Chiariamo che l'evento è al confine con l'aeroporto di Fiumicino per cui si rende conto che Roma comincia ad essere una roba come Los Angeles. Il luogo è essenzialmente un enorme parcheggio con qualcosa intorno. Il qualcosa in verità sono quattordici edifici che occupano 92 ettari!! di superficie. Il che ha comportato l'obbligo di lasciare la macchina a 300 metri dalle scale di una maestosa passerella, che dopo aver percorso 100 metri finisce; quindi ci toccano altri 100 per arrivare ai primi edifici ed altri 100 per entrare finalmente dentro il primo padiglione. Il che, visto che il parcheggio è a pagamento sembra una specie di punizione.

L'atmosfera è quella classica della scampagnata e molti sono con la reflex a tracolla ma nonostante le potenziali immagini in giro, nessuno scatta.. . In ne faccio qualcuna per ricordo.. ovviamente con il cellulare..





Arrivato alle Casse ringrazio Sorella Nikon e la Nital che mi hanno fatto risparmiare 7 euroni con l'invito mandatomi via mail (essendo socio del Nikon Club...), dopo di che si ci immerge nella bolgia di suoni, luci e colori..

Innanzitutto, tanto per togliere qualche illusione a qualcuno, non è la fiera delle macchine fotografiche, anzi direi che ce ne sono proprio pochine. Chi monopolizza gli spazi e anche l'attenzione, sono decisamente i matrimonialari.... con tutto quello che serve per la velocità (prima che gli sposi si separino..), filtri Photoshop di abbellimento (orrore per le "semplici" foto..) e gli album (che costano una follia..).

Abbiamo un vincente assoluto della manifestazione, che non ha ovviamente uno stand ufficiale... il MacBook Pro.. Ce ne sono a sfasci, spesso con iPhoto lanciato..

Abbiamo anche capito che gli amatori (è per questo che si chiamano così..) non sanno resistere alle signorine magre, un po' svestite che si agitano sulle moto.. Ce ne sono una quantità imbarazzante e con un vera folla di "amatori" intorno che scattano cannonate a raffica.. ( chissà a che serve un 450 a cinque metri da qualcuno.. anzi lo so..) Ecco perchè si portano dietro la reflex.. !!



(Continuo a ritenere l'obbligo dell'accascio "analogico" una stupidata è una forzatura tecnica dettata proprio dagli utenti "amatori."..)

L'ambiente è nuovo ma il caldo, il rumore e la musica a palla sono sempre quelli maledetti del vecchio sito.. E' veramente una impresa concentrasi per capire sul serio dove sono le migliori informazioni. Una è la EX-F1 che considero un altro step verso la macchina ideale che inseguo da un po'.. (per carità tranquilli non apro vecchi files sull'argomento..). Nella pratica il concetto di "istantanea" - o, quanto è stato bravo a scattare proprio in quel momento - è abolito..

L'altro, è un oggettino dal prezzo accessibile che si chiama LEXAR - PROFESSIONAL FIREWIRE CF READER che finalmente mi toglie l'incubo di scaricare i soliti 8/10 giga che ormai ci spariamo al giorno.

Noto che uno degli oggetti che vanno alla grande sono i treppiedi.. con una vera marea di teste per tutte le necessità. L'italiana Manfrotto si distingue anche per le teste panoramiche. In proposito, ma forse mi è sfuggito, ma non ho visto in giro qualcosa come i prodotti Kaidan: (per il QTVR..)
Una cosina che manca chiaramente è la possibilità di testare i software, ma in compenso ci sono i ragazzi "molto made in Apple" che illustrano FinalCut in un apposito "teatrino"...

L'ambiente è decisamente stimolante...


(panoramica di due scatti..)

Tutta un'altra faccenda e dall'aria Portaportesca, è il padiglione "vecchie glorie".. Niente musica, niente colori, niente signori eleganti dall'aria efficiente, gli stands sono dei tavolini con sopra ogni genere di ferraglia protetta alla buona. Dietro e davanti i banchi persone dall'aria vagamente depressa.. che mi hanno fatto grande tenerezza. (un mucchio di gilè tattici.. per tenere filtri e rollini... gasp..) In compenso c'è lo Stands delle "hostess" che se fosse possibile è persino più deprimente..

Vale la pena di farci un salto a tutto il Compless?? Obbligatorio... per chi sta a Roma..

Messaggio modificato da Andrea Guerreri il 7 Apr 2008, 10:17
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zak
messaggio 7 Apr 2008, 10:28
Messaggio #2


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CITAZIONE(Andrea Guerreri @ 7 Apr 2008, 10:12) *
Abbiamo un vincente assoluto della manifestazione, che non ha ovviamente uno stand ufficiale... il MacBook Pro.. Ce ne sono a sfasci, spesso con iPhoto lanciato..


quoto al millepermille .....Grande MBP!!


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Alessandro Zagaria

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Andrea Guerreri
messaggio 7 Apr 2008, 13:00
Messaggio #3


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Andrebbero aggiunte alcune cosine...
Almeno un quarto dell'esposizione è di fatto dedicata al Video...

Ho incontrato un ex Polaroid. Nell'ovvia discussione che ne è seguita sul tema "come cacchio hanno fatto Kodak e Polaroid a non diventare i maggiori produttori di digitale??" mi ha raccontato che nella più importante Convention della Polaroid del 1998, il signor Polaroid di allora dichiarò che la casa avrebbe abbandonato le tecnologie Digitali (di cui era allora leader..) perchè .."il digitale non ha futuro"...
Un Genio...
Mi Consenta Rob una piccola polemicuccia con i tuoi "addetti ai lavori" che ogni volta dicono .."ma si sapeva... tutto si sapeva..!!"

Per chi segue le vicende dell'immagine non può non far caso che NONOSTANTE L'EVIDENZA dei fatto che il 90% della produzione di foto vengano fruite in monitor.. il Photo Show è testardemente a Stampa.. Addirittura le grandi case produttrici di Stampanti insistono TUTTE INSIEME a presentare Stampanti all-in-one (scanner, fax, lettori schede ecc ecc..)
In proposito ho visto una enorme stampante per manifesti che stampa direttamente su supporti rigidi. La "testina" di stampa grossa come un comodino sembra un roba da fantascienza..
In questo campo uno dei grandi produttori analogici.. la Durst non ha perso il treno, è un Leader sui sistemi industriali di stampa..

Dei produttori di schede mi hanno rivelato che non riescono a convincere negozi, supermercati e luoghi di intrattenimento a sostituire gli espositori di Pellicole con i loro prodotti...
Pare che i commercianti NON CREDONO ancora al digitale...

Il Tasto più intelligente che ho visto è della CX10 della Samsung.. A portata di medio della mano sinistra un bottoncino fa passare instantaneamente in Raw e ritorno..

Messaggio modificato da Andrea Guerreri il 7 Apr 2008, 13:22
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Gojca
messaggio 7 Apr 2008, 13:05
Messaggio #4


Red Bull ti mette le ali!!!!!
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Interessante la visione che ci hai dato Andrea soprattutto per me che non sono stato a visitarla.

In risposta alla polemicuccia io ti inviterei sempre sei hai tempo, piacere e disponibilità, insomma se ti va, di scrivere questo tuo punto di vista nella home di Tevacphoto.

Ti ringrazio!


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Giuseppe Angelè

Macbook Pro 17" Intel Core Duo 2,16Ghz WD Scorpio 250gb 2gb Ram X1600 256Mb - iPod Nano 2g Nero 8Gb - iPhone 3g Nero 16gb
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Andrea Guerreri
messaggio 7 Apr 2008, 13:20
Messaggio #5


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CITAZIONE(Gojca @ 7 Apr 2008, 13:05) *
Interessante la visione che ci hai dato Andrea soprattutto per me che non sono stato a visitarla.

In risposta alla polemicuccia io ti inviterei sempre sei hai tempo, piacere e disponibilità, insomma se ti va, di scrivere questo tuo punto di vista nella home di Tevacphoto.

Ti ringrazio!



Figurati... Solo che chiariamo subito una faccenda.. se una cosa che riguarda il MIO punto di vista su una faccenda su cui IO.. ne ho parlato in tempi non sospetti bisogna che certi tuoi amici si rassegnino al fatto che parlo un po' di me e delle MIE intuizioni..
Salvo questo (che non prevedo digeribile..) l'argomento riguardo la cecità dei grandi manager è interessante...
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ellemme
messaggio 8 Apr 2008, 19:59
Messaggio #6


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Era molto meglio quando stavamo peggio...

Inutile dire che tra questi nuovi spazi mastodontici e la vecchia fiera di Roma, zona Eur, si stava decisamente meglio li. Lo dico come cliente ed ex-espositore.
Anche quest'anno nessuna novità sotto il sole del Photo Roma... sembra la copia ennesima degli anni passati. Una nota sempre più sgradevole rimane il graduale rimpicciolimento degli spazi dedicati alla fotografia come linguaggio. Siamo ai minimi di sempre.
Sono poi scomparsi tutti quegli operatori marginali di prodotti collaterali che hanno affidato la vendita al web con il risultato, che malgrado i metri quadri in più c'è molto meno da vedere.
In netta crescita, cosa che perdura da qualche anno, lo spazio dedicato al video, come quantità di offerte, peccato la qualità.
Il mondo dell'immagine da cerimonia rimane poi il vero cuore della mostra....
Una novità, in negativo, di questa edizione la quasi scomparsa degli spazi dedicati all'editoria fotografica, con l'eccezione di qualche rivista nota.
Vi posso dire che l'expo di Parigi, anche una fiera i serie B, rispetto al Photokina, è in netta controtendenza, e si svolge ancora a Parigi città, non nel deserto dei tartari.
Per ritornare invece a quanto detto circa l'incapacità delle grandi case di saper cogliere gli sviluppi del digitale, oltre a non essere molto d'accordo su quanto asserito, perchè molto impreciso, è francamente il punto di vista usato ad essere veramente miope.
In primis sia AGFA, che KODAK, FUJI come POLAROID, si sono gettate per prime nel mondo del digitale.
Sono di AGFA molte eccellenti fotounità, AVANTRA su tutte, alcune soluzioni per i stocastici, i primi film recorder economici come ALTO ed una pletora di scanner eccellenti, DUOSCAN docet, che è ancora prodotto da una ditta che ha rilevato il progetto. AGFA poi chiude per i motivi a noi tutti noti, ma non muore e diventa MACO, un baluardo dell'analogico.

Polaroid centra il bersaglio del digitale con i suoi scanner per film, lo Sprintscan, tutt'ora prodotto in licenza da altra ditta, lasciando gli ottimi scanner NIkon indietro di molte lunghezze. Quasi tutti i professionisti degli anni '90 hanno messo i loro in digitali con gli scanner Polaroid, o Nikon (molti meno peccato perché più pratico per i negativi in striscia).

NB. E' di Polaroid un dei più bei giocattili della prima era digitale, una piccola stampantina usb che trasferiva i vostri files sul filmpack, davvero esaltante.
La Polaroid erà una azienda dal core business assai diverso, lontano dal digitale, cosi come fu per AGFA si decise di spolparla dei prodotti rivendibile, le divisioni che si occupavano di imaging, di vendere brevetti, tecnologie e professionalità e di portare alla chiusura le attività ritenute decotte.
FUJI, bene la storia di Fuji smentisce le tesi che vogliono i manager della foto poco lungimiranti, spinta dalla concorrenza verso il marchio Kodak nell avventura di creare una fotocoamera reflex, la Finepix, che comprai per test tra i primissimi, è una delle due aziende leader nel settore della stampa digitale con quello che possiamo ritenere il miglior minilab di sempre, il Frontier nelle sua varie versione. ( qui si parla di soldini veri, molti di più di quelli che si fanno vendendo compatte - ah Fuji rivende anche Epson, i plotter, e produce una delle miglior carte inkjet al mondo)
In ultimo rimane Kodak.... a parte che senza Kodak niente reflex digitali, che senza Kodak niente sensore grandi per il medio formato, e niente sensori per i banchi ottici, e niente sensori trilineari da 8000/11.000 pixel per gli scanner top di gamma, prima dei sempre poco pratici tamburi. Poi andiamo a vedere dove si fanno i soldini... è ancora Kodak il leader di vendita di stampanti digitali a led di medio formato, è Kodak che rivende DURST in tutto il mondo, è praticamente solo di Kodak la carta per le stampatrici digitale laser o led di grande formato. Come se non bastasse, ancora Kodak primeggia nell'imaging di qualità per la stampa, commercializza varie linee di plotter di grande successo, ahhh importantissimo tutto quel bel digital intermediate con cui si fanno tutti quei film pieni di effetti digitali è pellicola Kodak, come orami del resto tutte le pellicole cinematografiche (ci sono eccezioni ma di irrilevante quantità) per non parlare poi di film scanner e film recorder, KODAK.
PS. L'ultima DCS KODAK è distante anni luce per la sua migliore qualità dall'ultima nata di Nikon e rivaleggia solo con l'ultima Canon, rispetto alla quale ha meno risoluzione ma una gestione del RAW, molto più avanzato,stiamo parlando di pieno formato e di 14 milioni pixel buoni, ma ne stiamo parlando nel 2004, ovvero 4 anni fà. Per inciso il plug-in per la gestioni dei Raw Kodak rimane insuperato oggi, così come il suo viewer, peccato sia datato 1999.
Kodak è tra le principali produttrici di CCD e CMOS.
Ora con questo non voglio assolutamente dire che gli executive dell'imaging hanno sempre indovinato le loro mosse. Errori ne sono stati fatti, così come scelte vincenti o di qualità, o capaci di coniugare entrambe.
Questo lo dico solo per evitare di far passare disinformazione su disinformazione.

Secondo punto e concludo che l'immagine digitale sia un futuro ineluttabile concordo, ma non è il presente almeno per i mercati più redditizi del mondo e quelli in maggior crescita. Quando nel nord del mondo la foto analogica segnava un declino inarrestabile, esplodevano nel sud del mondo mercati più ricchi ancora, la produzione di pellicole e materiali da stampa è in costante crescita e non in recessione. Ci saranno, dei fenomeni di conversione ma è saggio che alcuni marchi restino ancorati al loro core business se questo è ancora valido. Semiconduttori e fotografia sono due mondi industrialmente/produttivamente distanti.

Senza amor di polemica, se la storia dell'omino Polarodi è verà, potrei anche immaginare chi dei vari italiani dica questo, potrei se è la persona che dico io esserci perfino andato a scuola, peccato non fosse un tipo brillante, ecco allora vorrei dire che Gary DiCamillo, ovvero il Ceo che disse alla convention del 1998 la storica frase incriminata, non disse affatto quello, io c'ero, ho gli atti della convention, sono uno storico della Polaroid, e di Camillo disse questo:

“Così come avevo già anticipato, il mercato della tecnologia digitale pensato per
il consumo di massa sarà più lento nell’evoluzione. Non penso che ci saranno grossi
cambiamenti nel prossimo anno, o l’anno dopo o addirittura nel 2000……Diventerà
grande? Non lo so. Sono sicuro che ci siano soldi ma non sono così sicuro riguardo ai
guadagni.”
Gary DiCamillo, CEO di Polaroid

Poichè DiCamillo non erà così stupido, magari non genaile come Land, ma non un idiota, subito dopo si spiega così:

“Penso che le macchine fotografiche digitali seguiranno il modello tradizionale
dei grandi volumi di vendita e della bassa profitabilita’. Le stampanti digitali hanno la
possibilità di sfruttare il modello Gillette, dove l’azienda raggiunge il break-even con i
rasoi ma guadagna con le lamette. Non penso che in questo caso si riusciranno a fare
soldi con l’hardware, e non ci si deve far trarre in inganno se si guardano quei pochi che
sfruttano le loro dimensioni e le economie di scala. Compaq ne è un esempio. Penso che i
vincitori saranno gli ideatori di software, cioè quella nicchia di professionisti che
riusciranno ad applicare sistemi e soluzioni particolari a specifici mercati verticali. I
grandi vincitori potrebbero essere coloro che diventeranno leader nel mercato dei beni
di consumo, ad esempio Hewelett-Packard, oppure coloro che riusciranno a mettere a
disposizione prodotti specifici per la singola applicazione. Questa potrebbe essere una
visione convenzionale dello scenario ma questa è l’evoluzione che vedo per il mercato
della fotografia”.

Almeno su questo ha avuto perfettamente ragione, anche perchè l'anno in cui lo disse la Polaroid raccoglieva 2,5 miliardi di dollari di mercato per i suoi prodotti.
Di fatto in termini industriali, economici e di consumi è dal 1998 che si potrebbero mettere in campo reflex performanti, full frame, dai costi contenuti, senza molti dei difetti d'immagine che affliggono il digitale. Per una precisa scelta di mercato lo sviluppo è stato volutamente rallentato e sul mercato sono stai immesse macchine via via solo parzialmente soddisfacenti nel tentativo di rivitalizzare un industria segnata da un declino inesorabile, declino generato da apparecchiature troppo longeve, resistenti e performanti, da corpi macchina fatti per durare e non per essere cambiati ogni sei mesi / due anni e da obiettivi che salvo disgrazie potevano durare per l'intera vita professionale del proprietario, una vera rovina, che un marketing di nuova concezione incentrato sulla cattiva qualità dei prodotti ha saputo evitare.

La mia Crown Graphic del 1956, funziona ancora, fà delle belle fotine 4x5', che scansisco su scanner Heidelberg a tamburo per circa 1,5gb di files, fotoritocco , dimagrisco e stampo in Lambda ottenendo dei bellissimi 100x150 cm. Lo scanner lo cambierò con un Imacon, la Lambda no perchè ancora vecchia scuola Durst, Epsilon non è la stessa cosa, ma sono certo che la mia macchina fotgrafica seppellirà tutti.

Messaggio modificato da ellemme il 8 Apr 2008, 20:00


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"Photography is a small voice, at best, but sometimes - just sometimes - one photograph or group of them can lure our senses into awareness ... Someone - or perhaps many - among us may be influenced to heed reason, to find a way to right that which is wrong ... The rest of us may perhaps feel a greater sense of understanding and compassion for those whose lives are alien to our own ... Photography is a small voice ... It is an important voice in my life, but not the only one. I believe in it."
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Andrea Guerreri
messaggio 8 Apr 2008, 22:41
Messaggio #7


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Azz... sono lusingato da tanta attenzione ...
Prima di andare avanti ti vorrei ricordare che non sono un addetto ai lavori.. ma un "semplice" utente che si fa delle idee e raccoglie impressioni.
Quindi devo prendere atto di ciò che, molto semplicisticamente, vedo sotto gli occhi.

E' tutto vero e decisamente interessante quello che dici.. ma c'è un problemino
La Kodak ha perso 80 dollari ad azione dal 2000 ad oggi (in perfetta sincronia con la penetrazione del digitale..) ed è tornata - caso quasi unico - ai valori del 1965.
Per la polaroid mi dicono che esiste solo come marchio .. è stata acquistata - dopo la messa in liquidazione nel 2001, da un società di investimenti e si dedicherà -guarda caso- solo al digitale.
Un'altra curiosa notizia è che la Nokia è la maggiore produttrice di camere fotografiche. Ora tu mi dirai che è ridicolo mettere a confronto le "camere" di un cellulare con quelle supereccezionali della Kodak.. ma vorrei sommessamente ricordare che stiamo parlando di busines.. e il busines si fa vendendo centinaia di milioni di oggetti come l'iPod e non con centinaia di migliaia come un "prezioso" G5.
Io credo che la kodak e la Polaroid farebbero volenteri a cambio con la Nokia...
Ma io sono solo un utente..
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Spirito libero
messaggio 8 Apr 2008, 22:59
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Dal momento che siamo in argomento semi vintage, chi mi saprebbe dire che fine ha fatto il marchio Cosina?
Mio padre usava parecchi anni fa una reflex analogica di tale marca, prima di abbandonare totalmente la fotografia.


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RobiRat
messaggio 9 Apr 2008, 12:38
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Cosina collabora o ha collaborato con Voigtlander se non erro


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asilipo
messaggio 9 Apr 2008, 13:02
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CITAZIONE(RobiRat @ 9 Apr 2008, 12:38) *
Cosina collabora o ha collaborato con Voigtlander se non erro


vero! fanno lenti per diverse case.

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pphoto
messaggio 9 Apr 2008, 14:05
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CITAZIONE(asilipo @ 9 Apr 2008, 13:02) *
CITAZIONE(RobiRat @ 9 Apr 2008, 12:38) *
Cosina collabora o ha collaborato con Voigtlander se non erro


vero! fanno lenti per diverse case.

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Non solo lenti
Mi verrebbe da dire che cosina fa gran parte di telai e chassis per le fotocamere attuali di fascia economica.


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Spirito libero
messaggio 9 Apr 2008, 14:52
Messaggio #12


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Si è, allora, riciclata in questo modo Cosina nell'epoca digitale. Solo parti speciali, niente più intere macchine fotografiche.
Peccato, quella reflex doveva essere tra le migliori sul mercato, al tempo (inizio anni '80), ed il mio vecchio deve averla pagata un botto.



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Roberto Rota
messaggio 9 Apr 2008, 16:55
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V-Strommer
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mmm non vorrei sbagliarmi ma temo di darti una delusione.

Se la memoria non mi inganna le reflex Cosina a quei tempi erano considerate "decorose", senza gloria o infamia, comunque cose di livello medio basso. Montavano (sempre se non ricordo male) ottiche con innesco Pentax k, almeno avevano il vantaggio di poter disporre di un vasto parco ottiche.

La Cosina CT-1 del 1980 costava 180-190.000 delle vecchie lire, la Praktica MTL3 120-130.000, le Pentax più economiche dai 230-330.000, giusto per darti un'idea


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Spirito libero
messaggio 9 Apr 2008, 17:40
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Nessuna delusione Rob. icon_smile.gif
Riportavo vagamente una discussione che ogni tanto sentivo da piccolo del tipo mia madre che diceva "Con tutti i soldi che tuo padre ha speso per quella cosa...(Cosina)..." icon_lol.gif


Vedrò di informarmi meglio su marca e modello, ma cavoli se quella era un modello "decoroso" immagino cos'erano le reflex di livello più alto.


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ellemme
messaggio 9 Apr 2008, 17:46
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Per fortuna la storia di COSINA è migliore di quanto immaginiate. Senza spirito di polemica o le cose si sanno o.... si inventano

Questa non sarà una storia precisa del marchio Cosina ma almeno è attendibile.

Nata come casa fabbricante di obiettivi nel 1956, con il nome Nikō, diventerà Cosina solo nel 1973. Dal 1966 ha cominciato a costruire anche fotocamere complete e cineprese.
Le fotocamere SLR Cosina hanno sempre usato l'attacco Pentax K.. Molte fotocamere reflex blasonate sono state prodotte da Cosina, come la Nikon FM-10 o l'Olympus OM-2000. La fotocamera sovietica cult LOMO LC-A è di fatto una copia della Cosina CX-2. Dal 1982 produce obiettivi per molte marche.
Nel 1988 Kobayashi (il fondatore della società) muore, e gli subentra alla guida il figlio Kobayashi Hirofumi. Geniale progettista e geniale capitano d'industria. Giudica l'APS un completo fallimento, andando contro Kodak, Nikon, Canon etc.. etc... impedendo all'azienda di fare il bagno di sangue toccato alle altre case, con interi stabilimenti costruiti per essere demoliti poco dopo.
Ma il genio ed il gusto di questo giapponese di provincia, tradizionalista e raffinato, ma anche un vero anticonformista della fotografia lo rivela una sua scelta del 1997. Mentre l'azienda cominciava la produzione in massa di fotocamere digitali Kobayashi decide di acquisire dalla Ringfoto, un grosso distributore europeo con oltre 2500 negozi, i diritti sul marchio Voigtländer, che Ringfoto avevo comprato alla Zeiss. Si lancia così nella produzione di una serie di fotocamere con ottiche ultragrandangolari e con mirino accoppiato. Un successo. Mi ricordo la loro prima apparizioni al Photokina, la comprai subito.Bella leggera, abbastanza solida da non sfigurare con le mie Leica M. Tutti i fotografi cult si lanciarono su quel prodotto di alta qualità e costi contenuti, con focali innovative per il mondo delle fotocamere a telemetro, le sole a cui potevano essere assimilate. Sull'onda del successo della serie L sono uscite prima la serie R, vere macchine a telemetro, le prime tlemetro che mi hanno consentito un uso davvero spericolato e spensierato, visti i costi contenuti e poi la serie T. Hanno fatto seguito a questo successo commerciale le fotocamere marchiate Rollei, e la fornitura di fotocamere e know-how ad Epson, Ma il vero successo di Cosina per cui il fondatore dovrebbe essere davvero fiero del figlio è la produzione della nuova fotocamera Zeiss con attacco Leica, e la produzione per la Zeiss dei nuovi obiettivi, bellissimi con attacco Nikon (2006).

Ps. Fermo restando che telaio o chassis sono la stessa cosa, cambia la lingua, no Cosina attualmente non li produce, produce su licenza fotocamere complete e obiettivi. Fornisce anche lenti o ottiche complete. Assembla però su richiesta parti di terzi.

Vorrei allegare anche un po di notizie e di link più succulenti, ma il materiale che ho è tutto in giapponese, e per quanto io ami questa lingua capisco che è sconosciuta a quasi tutti. Lo stesso sito della Cosina è purtroppo solo in giapponese, con pochissime parti in inglese.

Se qualcuno di Voi però si trovasse in zona Giappone con del tempo libero a circa 200km da Tokyo, nella prefettura di Nagano potrebbe visitare vicino al lago Suwa (la regione è famosa per il sashimi di cavallo e di carpa) quello che rimane del distretto industriale della fotografia. Una volta avreste trovato le fabbriche di Yashica, Olympus, Chinon, Cosina e molte altre. Oggi rimane attiva solo Cosina.

Interrogato sul futuro della reflex digitale come brand, così risponde :

" Look at the short life of digital SLRs and their continuously falling prices, why should I get into that mess? "

Sarà lontano dai grandi affari ma questo piccolo giapponese nato nel 1956 è oggi l'ultimo proprietario del primo marchio della fotografia, Voigtländer appunto, casa tedesca che con i suoi tre secoli di storia, fondata nel 1756, ha rappresentato insieme a Zeiss, Leica e Rollei uno dei miti della fotografia tedesca.

Se tutto questo vi pare poco..........
Sulla Cosina CT-1 e sulle fotocamere Cosina in genere ovviamente posso concordare con il BOSS, ma giudicare una fotocamera in base al prezzo è cosa... sciocca BOSS lo dovresti sapere, la CT-1 non raqppresentava il top di gamma di Cosina all'epoca, le caretteristiche che io precisamente qui riporto sono delle caratteristiche comuni a quasi tutte le fotocamere della sua classe e del suo tempo, che la rendono una fotocamera per amatori non per professionisti, anche se infine offre in sostanza le stesse medesime prestazioni di fotocamere più blasonate. L'unico difetto vero rimane il valore del campo di copertura del mirino un pò bassino solo 93%, ma per esempio superiore al 91% della Pentax K1000.

Su una cosa debbo assolutamente dissentire dal Boss (aiuto) la Cosina Ct-1 non è assolutamente paragonabile alla Praktica (potrei spiegare il perchè ma è cosa assai tecnica che penso poco interessi, e che realmente implica questionare di ingegneria in modo un pò troppo complesso per un thread generalista )



COSINA CT-1
 
Mirino: a pentaprisma fisso, copertura 93%. Schermo: di messa a fuoco fisso con lente di Fresnel e microprismi. Otturatore: a tendina a scorrimento verticale, con tempi da 1 a 1/1000 + B, sincro lampo X (1/125), contatto lampo diretto e tramite cavetto. Esposimetro: con cellula al CdS, sensibilità da 25 a 1600 ASA (DIN 15-33). Campo di misurazione da EV 2 a 19 con pellicola 100 ASA e obiettivo +/-2. Misurazione TTL a tutta apertura, media con prevalenza della zona centrale. Esposizione: manuale. Ottica: intercambiabile con innesto a baionetta Pentax K. Leva di carica con movimento singolo di 135°. Alimentazione: con 1 pila da 1.5 V all'ossido d'argento. Dimensioni: 133x85x48 mm. Peso: 450 g.
 
Produzione: dal 1980. Prezzo dell'epoca: con obiettivo Cosinon 50/2 Lire 190.000

Informatamente vostro Elle

Messaggio modificato da ellemme il 9 Apr 2008, 17:55


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"Photography is a small voice, at best, but sometimes - just sometimes - one photograph or group of them can lure our senses into awareness ... Someone - or perhaps many - among us may be influenced to heed reason, to find a way to right that which is wrong ... The rest of us may perhaps feel a greater sense of understanding and compassion for those whose lives are alien to our own ... Photography is a small voice ... It is an important voice in my life, but not the only one. I believe in it."
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