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7 Jul 2004, 19:08
Messaggio
#1
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nella sezione delle news c'è la provocazione quasi completa di Andrea Guerrieri sulle/contro le digitali reflex per l'uso "normale"
prima di dire la mia, provo a sintetizzare per punti (Andrea, correggimi se interpreto male) così da rendere anche più veloce la lettura se i punti sono esaurienti, possiamo riferirci a quelli 1. Le macchine migliori fanno foto migliori nei momenti peggiori (estensione del campo di applicazione dello strumento) 2. le reflex (ma in parte anche quelle a telemetro) hanno difetti intrinseci, che il digitale amplifica (in particolare lo sporco che finisce sul ccd) 3. la necessità del cambio degli obiettivi nelle deriva SOLO da limiti tecnici – in ipotesi, superabili – nella costruzione di uno zoom esagerato, tipo un 12-560 leggero 4. questa possibilità oggi esiste per la combinazione di due fattori 4a. l'immagine prodotta da 12mm può essere costruita via sw a partire da due immagini fatte col 35mm; col digitale è tutto più facile 4b. la qualità degli obiettivi non è più così rilevante perché il vero processo delicato non è quello della registrazione sul ccd ma quello della registrazione sul supporto, che richiede prima un'amplificazione ISO e poi la conversione analogico-digitale (che a sua volta trasforma il dato originale b&n con codificazioni delle info colore in un formato immagine, il cosiddetto raw); in teoria è possibile aggiustare ogni difetto dell'ottica con un algoritmo di conversione appropriato (che però dovrebbe essere specifico di ogni ottica, il che rende la soluzione alquanto tortuosa) 5. le reflex digitali non hanno la modalità 64 ISO (che permette di tenere meglio sotto controllo il rumore) 6. le reflex digitali non registrano TIFF perché i file sarebbero troppo grandi e rallenterebbero troppo la macchina – TIFF è meglio di RAW, sembra di capire. 7. i sensori delle reflex digitali entry-level sono più piccoli della pellicola; questo rende tutti gli obiettivi "più lunghi": più o meno, un grandangolo diventa un normale, un normale diventa un diventa un medio tele ecc. Le ottiche non sono specifiche, quindi le reflex digitali, che sono un essenzialmente compromesso per permettere di usare le vecchie ottiche, producono a loro volta un compromesso! 8. La soluzione sta nel marketing trovato per spillare altri quattrini agli utilizzatori: si producono ottiche specifiche per il digitale, così che il costo complessivo è maggiore (tre volte?) di quello di una compatta similreflex tosta 9. qualità meccanica del corpo macchina, qualità degli obiettivi, qualità della pellicola, variabili cruciali nella fotogrfia analogica, non sono più significativi; il ccd è uno solo, e quello è, degli obiettivi si è detto, la meccanica lascia il posto alla protezione dell'elettronica dagli agenti esterni 10. rimane il quarto fattore rilevante, la qualità del fotografo; quella rimane essenziale, ma solo per la visione, perché dal punto di vista tecnico la mentalità e la conoscenza necessarie sono assai diverse: la macchina digitale è una via di mezzo tra uno scanner e una videocamera, non c'entra nulla con la chimica! 11. per questo motivo, la stampa è un processo inessenziale, cambia necessariamente anche la fruizione, più legata agli schermi che alla carta (il che rende piuttosto inutile la corsa alla risoluzione 12. sarebbe bene che la fotografia chimica procedesse di pari passo con quella digitale (due tecniche diverse per produrre immagini), ma le dinamiche di consumo hanno segnato per sempre la sorte dell'analogico (amen) e del digitale (sono importanti i processi elettronici invisibili, non i MP!) 13. la maggior parte di questi discorsi non riguarda i professionisti (per ora...) -------------------- |
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7 Jul 2004, 19:20
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#2
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Se vengo a Verona hai un cena aggratise e un buon vinello...
(se potessi scrivere cosi chiaro mi risparmierei dei bei mal di testa..) |
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7 Jul 2004, 19:29
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#3
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e allora comincio io
1. d'accordo, in condizioni normali le differenze sono marginali 2. vero, sono molto più delicate (la pellicola la cambi, il ccd no, e pulirlo non è così semplice); il problema si presenta soprattutto nelle zone ampie di colore uniforme, però, e seguendo il tuo ragionamento via sw non è così difficile intervenire 3. vero solo in teoria, ma in pratica credo che certi problemi ottici non siano risolvibili allo stato attuale delle conoscenze scientifiche 4a. sono d'accordo con Lorenzo che dice che le due immagini non sono la stessa cosa; sono d'accordo con te che via sw puoi raddrizzare e storcere linee, forse anch dare profondità all'immagine; sono in implicito disaccordo con Lorenzo (e suppongo che tu sarai d'accordo con me) perché l'uso delle ottiche equivalenti si basa sullo stesso principio, al contrario: il 27-105mm equivalente della nikon è un 18-55 a cui è stato tagliato via un pezzo 4b. questo è un tema delicato, non so; immagino che ci sia una soglia sopra la quale la qualità risulta evidente, anche se non vale la pena di spingersi oltre 5. analogamente, la dimensione del ccd è però cruciale per il rumore, e questo è un vantaggio delle reflex digitali sulle compatte; dai vari test, le prime sono SEMPRE meglio delle seconde per il rumore (che ha un aspetto anche più simile alla grana delle pellicole); vero è che questo è visibile solo per ingrandimenti notevoli 6. perché tiff è meglio ri raw, se è prodotto dal raw? in ogni caso la d70 ha tempi di registrazione sulle CF pari alle migliori digitali professionali, senza problemi sostanziali di buffer 7. infatti una scommessa delle reflex digitali sarà nella produzione di massa del sensore full-frame 8. ma allora mi aspetto che la qualità delle migliori compatte (8700, A2, 828...) non sarà mai pari a quella delle reflex, perché questa è la scelta di marketing strategica (per esempio non vedremo mai il cmos sulla canon pro1) 9. vedi punto 5 10. concordo: alex majoli ha vinto il premio del fotogiornalismo americano (davanti a nachtwey!!!) con una olympus 5050 secondo me non se lo meritava, ma questo è un altro discorso 11. cambierà la fruizione, ma finché gli schermi da appendere tipo foto costano 1500$, un bell'ingrandimento sulla parete farà il suo effetto 12. amen 13. anche qui si tratta di aspettare; dipende dall'attività, in fondo la leica digilux 2 e ancor di più la panasonic LC1 sono delle splendide compatte, perfette per il fotogiornalismo; oltre al costo eccessivo, hanno qualche difetto di troppo, facilmente superabile; credo che i tempi dell'innovazione siano dettati dal marketing, e questo è forse più importante di tutto ciao Marco P.S. una bottiglia la paghi tu, l'altra io -------------------- |
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7 Jul 2004, 19:30
Messaggio
#4
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-------------------- Non capisco ma mi adeguo
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7 Jul 2004, 19:43
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#5
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Non risponderò "passo passo" altrimenti ci mollano...
Diciamo che hai una visione delle cose più realistica probabilmente. Io non ho fatto altro che mettere in evidenza degli "indizi" di alcune ragioni che potrebbe persino sfuggire alla programmazione industriale. Ci sono stati talmente tanti esempi in questi recenti anni che non perdo tempo neanche a nominarli... (uno fra tutti l'Iridium...) Non è escluso che io ho torto strategicamente ... ma che l'evento dell'abbandono delle reflex comunque avvenga a dispetto di tutti... Di sicuro, ma questo è un'altro argomento, la "macchina" fotografica non potrà durare a lungo... (ti posterò in anteprima l'articolo che descrive questo processo... ) |
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7 Jul 2004, 20:11
Messaggio
#6
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CITAZIONE(ranghibus) 1. Le macchine migliori fanno foto migliori nei momenti peggiori (estensione del campo di applicazione dello strumento)
I fotografi fanno le foto, le uniche foto che si fanno da sole sono le foto degli autovelox. (Capisco che habbiano fatto film come Matrix e Terminator, in cui a forza di dare compiti umani alle macchine finisce che...) CITAZIONE(ranghibus) 2. le reflex (ma in parte anche quelle a telemetro) hanno difetti intrinseci, che il digitale amplifica (in particolare lo sporco che finisce sul ccd)
Le reflex hanno peculiarita, le telemetro anche, i banchi ottici pure, le reflex digitali altri, le compatte digitali altre ancora. Ognuna in realtà ha uno scopo che le case produttrici hanno valutato e per questo ognuna contiinua a costruire tutti questi prodotti. Nessuna casa costruttrice di macchine fotografiche ha la denominazione di "Non a scopo di lucro" e se si continuano a costruire macchine che qualcuno pensa inutili é perché non lo sono per altri. CITAZIONE(ranghibus) 3. la necessità del cambio degli obiettivi nelle deriva SOLO da limiti tecnici – in ipotesi, superabili – nella costruzione di uno zoom esagerato, tipo un 12-560 leggero
Per la nostra attuale fisica, meccanica, ingegneria ed altro un 12-560 non produrrebbe foto accettabili, ma anche quelli meno pretenziosi (28-300) che producono foto accettabili lo fanno solo per chi fa foto di famiglia e per un breve periodo. (chi fa tante foto poi si accorge di altri limiti che dette ottiche hanno, luminosità, fragilità, qualità del prodotto finale rispetto ad altri. CITAZIONE(ranghibus) 4. questa possibilità oggi esiste per la combinazione di due fattori
4a. l'immagine prodotta da 12mm può essere costruita via sw a partire da due immagini fatte col 35mm; col digitale è tutto più facile 4b. la qualità degli obiettivi non è più così rilevante perché il vero processo delicato non è quello della registrazione sul ccd ma quello della registrazione sul supporto, che richiede prima un'amplificazione ISO e poi la conversione analogico-digitale (che a sua volta trasforma il dato originale b&n con codificazioni delle info colore in un formato immagine, il cosiddetto raw); in teoria è possibile aggiustare ogni difetto dell'ottica con un algoritmo di conversione appropriato (che però dovrebbe essere specifico di ogni ottica, il che rende la soluzione alquanto tortuosa) Un 12mm non fa quello chesono due scatti con un 35 (ma di solito é un 38mm equiv. sulle digitali), soprattutto sui bordi di unione. Per fare un QTVR occorre una sovrapposizione del 50% delle immagini. Sovrapporre correttamente le immagini per fareun immagine internet é facile, ma fare fare un prodotto stampabile é un'altra. Correggere distorsione, vignettatura e prospettiva non é semplice se cerchi qualità. Il rapporto supporto (CCD o pellicola) e ottica (fissa o zomm ) conta ancora per la buona immagine. Devo dire poi che se la qualità dell'immagine che arriva al CCD é buona, il processore deve lavorare di meno, e quindi si lavora più velocemente e qui l'ottica conta tantissimo. CITAZIONE(ranghibus) 5. le reflex digitali non hanno la modalità 64 ISO (che permette di tenere meglio sotto controllo il rumore)
La mia reflex digitale scatta con ISO da 6 a 1600, ma il problema il valore nominale del CCD stesso. Sa ha valore 200, vuol dire che se riesce a lavorare a quel valore non ha rumore, se invece deve lavorare a valori differenti (questo vale anche per zone in ombra e in luce) allora il rumore salta fuori. Questo vale per pellicola e CCD come per reflex, compatte o banchi ottici. CITAZIONE(ranghibus) 6. le reflex digitali non registrano TIFF perché i file sarebbero troppo grandi e rallenterebbero troppo la macchina – TIFF è meglio di RAW, sembra di capire.
Il Tiff é sempre un discendente del RAW nelle macchine digitali con sensore tradizionale. CITAZIONE(ranghibus) 7. i sensori delle reflex digitali entry-level sono più piccoli della pellicola; questo rende tutti gli obiettivi "più lunghi": più o meno, un grandangolo diventa un normale, un normale diventa un diventa un medio tele ecc. Le ottiche non sono specifiche, quindi le reflex digitali, che sono un essenzialmente compromesso per permettere di usare le vecchie ottiche, producono a loro volta un compromesso!
Il problema é che lo stato attuale dei CCD é ancora in evoluzione (il mercato corre più veloce dell'evoluzione) come lo era le pellicole e i loro sistemi precedenti. Si dice che per essere usato al meglio un sensore occorra di luce perfettamente perpendicolare, ma oltre a questo ci sono anche altri problemei da risolvere e che sono gli stessi della pellicola (Apocromia, vignettatura, distorsione, temperatura ecc.) Se un ottica é fatta bene (come un 105 Micro 1/f2,8 Nikkor) allora va bene anche per il digitale, se é fatta male allora va male per tutto. Le ottiche specifiche di cui parlate sono ottiche con vetri più piccoli (e meno costosi) dato poi che non occorre coprire il formato pieno (24x36mm) si fa presto a fare "lenti migliori". Ma non é detto in cosa sono meglio. CITAZIONE(ranghibus) 8. La soluzione sta nel marketing trovato per spillare altri quattrini agli utilizzatori: si producono ottiche specifiche per il digitale, così che il costo complessivo è maggiore (tre volte?) di quello di una compatta similreflex tosta
In una compatta si inserisce un ottica Zoom e per definizione e per fisica ottica un ottica Zoom é un insime di compromessi. Personalmente ritengo che le ottiche delle varie serie DX/DG per il formato APS/digitale siano quanto di più orrendo si possa mettere davanti ad un CCD. Il problema semmai é lo stesso della diatriba tra telemetro e specchio reflex, ovvero che lo specchio reflex forza la posizione della lente posteriore dell'obbiettivo, costringendo a realizzazioni di complessi lenti assimmetrici e "non perfeti" cosa che non capita per le compatte digitali che come per le macchine a telemetro hanno ottiche molto arretrate e vicine al CCD, ma questo non toglie che facciano fatica se vicine a coprire il CCD intero con raggi perpendicolari. ...Al resto, per quel che conta il mio pensiero, rispondo domani. Adesso scappo a mangiare. -------------------- |
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8 Jul 2004, 11:29
Messaggio
#7
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Continua...
CITAZIONE(ranghibus) 9. qualità meccanica del corpo macchina, qualità degli obiettivi, qualità della pellicola, variabili cruciali nella fotogrfia analogica, non sono più significativi; il ccd è uno solo, e quello è, degli obiettivi si è detto, la meccanica lascia il posto alla protezione dell'elettronica dagli agenti esterni
La qualità della pellicola era criciale si, ma sicuramente lo era di più quella delle lenti. Ora hai un CCD é vero, ma l'ottica conta ancora tantissimo almeno come per la pellicola. Se tu guardi nei settaggi della macchina per il CCD hai diversi parametri controllabili (almeno nelle reflex): contrasto, saturazione, grana (ISO), rumore (Noise), nitidezza, netralità di luci ed ombre, dettaglio, bilanciamento del bianco (questo un vantaggio non da poco). Cose queste che per essere fatti su pellicola occorevvano di una scorta (in una borsa frigo) di una certa dimensione, con supporti sensibili il cui costo sommato era ben superiore al costo di una CF. Questo significa che si ogni CCD o CMOS ha le sue peculiarità, ma sono malleabili molto di più e molto più facilmente di una pellicola anche B/N trattata personalmente da un esperto. Pensarai che anche sulle compatte é possibile correggere questi parametri (non tutti e non ampiamente come una macchina pro), tanto é tutta una questione software... Invece ci sono limiti di qualità insuperabili e che dipendono dalla qualità del CCD (che di solito nel reflex é più buono e ben più grande). Un CCD/CMOS da 1/8" o 2/3" di pollice non é paragonabile (a parità di pixel) ad un sensore APSformat o men che meno ad uno 24x36mm. Avere celle più grandi (in un sensore di area più grande) conta molto più di quello che credi come lo era per le pellicole 24x36 paragonate a quelle medioformato o piane. La qualità dei colori e delle sfumature cambia in modo vertiginoso con l'aumentare della dimensione delle celle. CITAZIONE(ranghibus) 10. rimane il quarto fattore rilevante, la qualità del fotografo; quella rimane essenziale, ma solo per la visione, perché dal punto di vista tecnico la mentalità e la conoscenza necessarie sono assai diverse: la macchina digitale è una via di mezzo tra uno scanner e una videocamera, non c'entra nulla con la chimica!
Teoricamente per fare una foto artistica basta una usa&getta "dixantype", per fare una foto tendenza o particolare basta un computer, per fare una foto ineccepibile occorre perfezione. Ma tutto questo non serve a nulla se tu fotografo non sai pensare. La macchina é un mezzo tu sei quello che crea, sempre. CITAZIONE(ranghibus) 11. per questo motivo, la stampa è un processo inessenziale, cambia necessariamente anche la fruizione, più legata agli schermi che alla carta (il che rende piuttosto inutile la corsa alla risoluzione
Se devi fare un albumino con iPhoto conta più quello che riprendi non il come. Se devi fare una foto singola che faccia la sua figura anche l'elevato dettaglio originale conta. Potrei farti vedere due immagini scattate (stessa inquadratura) con due macchine una Pro ed una no, portate alla stessa risoluzione 640x480, non sono uguali e non fanno lo stesso effetto. Mi é capitato per anni scandire pellicole ad risoluzioni elevatissime (oltre 4000lpi) per poi ridurle a miseri francobolli, perché scandite a meno o solo al necessario non davano lo stesso risultato di piacevolezza. Prova a scandire una pellicola con uno scanner amatoriale e visore trasparenti o con uno scanner piano scitex o tamburi con densità tanto elevate da tirar fuori cose non visibili ad occhio nudo! Il costo conta. CITAZIONE(ranghibus) 12. sarebbe bene che la fotografia chimica procedesse di pari passo con quella digitale (due tecniche diverse per produrre immagini), ma le dinamiche di consumo hanno segnato per sempre la sorte dell'analogico (amen) e del digitale (sono importanti i processi elettronici invisibili, non i MP!)
La chimica non é morta anzi ha avuto un certo crescere di qualità dall'avvento del digitale (vedi fuji e b/n), ne hanno risentito solo le catene di produzione di prodotti di scarsa qualità (Polaroid, Kodak Gold ecc.). Le carte chimiche da stampa non hanno subito cali vista la prontezza con cui é stato trovato il modo di creare stampe ibride (poi le carte da stampa inkjet sono derivate da quelle chimiche). Gli Mpx non contano, contano i limiti del sensore. Ti porto a nota un fattore importante e che sicuramente é rilevante per il digitale. Quando riprendi un immagine e la vuoi fermare conta per molto il fattore esposizione corretta per ottenere qualcosa di buono. Una diapo calcolata l'esposizione corretta ha un range di errore di 3 diaframmi (1-1,5 sotto ed 1-1,5 sopra l'esposizione corretta che si possono considerare ancora accettabili), una negativa buona 7 diaframmi, un sensore buono 11 diaframmi quindi é facile fare foto corrette con il digitale. (l'occhio umano ha 16 diaframmi circa) Leggere al buoio con una digitale é facile, ma il contro é la grana. La grana di una diapo é inesistente (in scansioni a 4000dpi molte dia non mostrano grana), di una negativa ne ha di più ma distribuito ancora piacevolmente, un sensore ha grana a volte inguardabile (specie se il sensore é piccolo) che rendono una foto una cozzaglia di soggetti inaccettabile e che fanno spesso scartare la foto anche se ha visto nel buoi più buio. Se provi é più bella la grana di una pellicola a 6400ISO che di una sensore che ha scattato ad 800ISO. CITAZIONE(ranghibus) 13. la maggior parte di questi discorsi non riguarda i professionisti (per ora...)
Se il mercato consumer non spende soldi per foraggiare la ricerca i professionisti non ottengono prodotti migliori ad un prezzo più o meno accessibile. Nel campo militare e scientifico ad alto livello esistono già tutte le tecnologie che vedremo uscire nei prossimi 10 anni (ci sono dei sensori che la pellicola gli fa p...ette!!! 5 anni fa una macchina digitale con 3Mpx e reflex costava 20/30mila euro e faceva cose che una compatta attuale le fa meglio pesando come l'intera borsa da viaggio di vostra moglie. 6-7 anni fa una digitale faceva foto 640x480 ed era sorprendente per allora anche per un professionista. Il mercato consumer é essenziale per un professionista. Lo so che parlo troppo ed a sproposito, ma abbiate pazienza. -------------------- |
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8 Jul 2004, 13:04
Messaggio
#8
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Non posso che essere estasiato da tanta profusione di interesse e professionalità... ma temo che ci siamo persi in interessi poco "popolari"...
La domanda originale è: l'utente della domenica al mare che fa le foto ai pupi... (il 90 per cento dei possessori di macchine fotografiche) fanno bene a comprare un reflex digitale entry level, persino con le vecchie ottiche, o è una incongruenza tecnica? Qualcuno dice di no perchè perchè letteralmente - "anche se fosse vero mi trovo meglio con un pentaprisma" Qualcuno di di no perchè le reflex entry level sono comunque migliori. Io dico invece che le all-in-one da 8mp, da qualsiasi punto le vediamo, sono nettamente più ovvie, della combinazione Reflex digitali Entry Level, per le ragioni esposte. |
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8 Jul 2004, 14:02
Messaggio
#9
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CITAZIONE(Andrea Guerreri) Non posso che essere estasiato da tanta profusione di interesse e professionalità... ma temo che ci siamo persi in interessi poco "popolari"...
Infatti io parlo troppo... CITAZIONE(Andrea Guerreri) La domanda originale è: l'utente della domenica al mare che fa le foto ai pupi... (il 90 per cento dei possessori di macchine fotografiche) fanno bene a comprare un reflex digitale entry level, persino con le vecchie ottiche, o è una incongruenza tecnica?
Se uno pensa solo di fare foto "domenicali" e senza troppe pretese la spesa é totalmente inutile. Come lo era suo tempo comprare una reflex anche analogica. Per rivalutare il proprio parco ottiche é un'altra questione, ma se una ha un parco ottiche di qualità e pensa di usarle (e comunque sarebbe meglio che le usasse ancor oggi anche il analogico) ancora allora valuterà la cosa secondo le sue necessità e desideri. Certo passare da una reflex ad una compatta ha il vantaggio iniziale di trovarsi con qualcosa di più pratico in mano, ma poi si accorge della lentezza e della mancanza o macchinosità di certi scelte costruttive obbligate. CITAZIONE(Andrea Guerreri) Qualcuno dice di no perchè perchè letteralmente - "anche se fosse vero mi trovo meglio con un pentaprisma"
Piccolo appunto tecnico: Le reflex entry level (Nikon D70 e EOS D60) per risparmiare peso e costo soprattutto, non hanno un pentaprisma vero e proprio, ma specchi posti a "pentaprisma". Differenza? Meno luminosità sul vetro smerigliato. CITAZIONE(Andrea Guerreri) Qualcuno di di no perchè le reflex entry level sono comunque migliori.
Io dico invece che le all-in-one da 8mp, da qualsiasi punto le vediamo, sono nettamente più ovvie, della combinazione Reflex digitali Entry Level, per le ragioni esposte. Le entry level reflex sono migliori in un certo ambito, ma non in tutto. Il loro costo é mediamente più alto delle Prosumer compatte anche per la qualità costruttiva (son sempre 1000Eurini per il solo corpo) e il CCD se più grande (2/3" contro APS format) é sempre migliore. Bisogna confrontare questi fattori: 1. Hai già un corredo fotografico oppure parti da niente? 2. Hai pretese d'intervento manuale molto evoluto e di maggiore flessibilità nel tempo oppure vuoi solo fare foto? 3. Hai tanti soldi oppure pochi? 4. È relamente necessario essere veloce a scattare oppure dopotutto 0,2s sono più che accettabili? 5. Lavori in condizioni difficili oppure scatti quando capita? 6. Stampi poster oppure etichette, pagine web, albumini? 7. Sei disposto a dedicarci parte della tua vita oppure preferisci dedicarla a cose più importanti? 8. Hai posto in macchina tra i bagagli per la tua borsa fotografica oppure viaggi leggero ed hai libero solo un taschino della giacca? 9. Per te é più figo l'oggetto grande e vistoso oppure quello miniaturizzato e "supertecnogicocel'hosoloio"? Se a questo nove domande prevale la preferenza alle prime soluzioni allora prendi una reflex, se no sarai più felice ed ampiamente soddisfatto con una compatta digitale. Sono prolisso e "tecnichese", ma cerco solo di dare una mano. -------------------- |
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8 Jul 2004, 14:13
Messaggio
#10
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Level 2/11 ![]() ![]() Gruppo: Members Messaggi: 75 Iscritto il: 12-October 03 Da: Castelfranco Veneto Utente Nr.: 741 |
Ciao
Purtroppo in questi giorni sono preso male con il tempo a mia disposizione. Sono molto in disaccordo con parecchi punti. Voglio solo chiederVi di porvi la stessa modalità di domande sui computer: Workstation, Mac, pc e le varie differenze, le risposte sarebbero probabilmente sorprendenti. Ciao Buone Foto Comunque. Gianni |
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8 Oct 2004, 13:12
Messaggio
#11
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Level 1/11 ![]() Gruppo: Members Messaggi: 10 Iscritto il: 8-October 04 Da: Milano Utente Nr.: 2.469 |
Rispondo con grande ritardo perchè mi è stato segnalato solo oggi questa discussione. Ho deciso di rispondere comunque perchè ritengo che l'argomento sia di rilevante interesse comune, anche dopo qualche mese dalla "provocazione".
Faccio una premessa: fotografo da circa 24 anni e uso un po’ di tutto: reflex a pellicola 35mm, Reflex Medio Formato, Telemetro (sia 35mm che 6x6), compatte digitali, reflex digitali (Canon). In base ad una esperienza essenzialmente molto pratica, posso affermate che la “provocazione” di Andrea è sicuramente interessante dal punto di vista intellettuale come fonte di discussione, ma enuncia una notevole serie di inesattezze. Non vado punto per punto, ma cito quelle che mi hanno colpito di più e che, ripeto, mi sono immediatamente balzate all’occhio, proprio perchè sono smentite dalla pratica fotografica. Chiunque può facilmente verificarle. Andrea afferma che per un amatore una reflex digitale è sostanzialmente inutile, in quanto una compatta “evoluta” offre tutto quello che serve. Beh, non è per nulla così, a meno naturalmente che per amatore si voglia intendere una persona che fotografa solo in luce diurna e in condizioni standard da foto ricordo. Basta ad esempio tentare uno scatto di sera con poca luce e senza flash (condizione che a me capita molto spesso), per accorgersi che le meraviglie della “prosumer” si afflosciano di colpo! Se non avete mai provato a stampare una immagine a 400 ISO uscita dalla migliore compattona, fatelo e vedrete che è uno scatto fatto solo da rumore. Altro che qualità e soluzione di tutti i problemi! Fate invece la stessa cosa con una reflex digitale, anche la più modesta come la Canon 300D a 800 ISO e vi accorgerete che potrete stampare anche un 30x40 di ottima qualità. Posso mostrate a chiunque stampe scattate con la 300D a 800 ISO in luce ambiente in formato A3+ e fornire il file completo di dati Exif. Vi assicuro che se le vedeste non vi azzardereste più nemmeno a tentare di avvicinare la qualità d’immagine di un Digireflex a quella di una Prosumer. Del resto dietro questo fatto, per altro verificabilissimo e di una evidenza schiacciante, ci sono argomenti tecnici altrettanto chiari e semplici. Vi riporto alcuni dati relativi ai sensori delle digicam: una prosumer 8 Mpxl com la Nikon 8700 citata da Andrea ha al massimo un sensore da 2/3” che equivale a: 8.8x6.6 mm cioè 58mm2, cioè una densità di circa 138.000 pixel/mm2. Una reflex digitale come la Canon 300D (la uso come paragone perchè è la digireflex meno evoluta in assoluto) ha un sensore APS da 22.7x15.1mm cioè circa 342mm2 con una densità di 17.500 Pixel/mm2. Ne consegue che la Reflex, pur avendo 2 Mpxl in meno, ha un sensore con una superficie 5.9 volte quello della prosumer e con una densità in pixel/mm2 di 7.8 volte minore!! Questo consente l’adozione di fotodiodi enormemente più grandi. Fotodiodi molto più grandi, dal punto di vista pratico, significa 2 cose: rumore MOLTO più basso e gamma dinamica molto più elevata, facilmente rilevabile in particolare nelle alte luci, dove le compatte prosumer sono particolarmente affette da “blooming”, dovuta a saturazione dei fotodiodi. Del resto, se non credete a me provate a guardare un po’ di grafici di rumore elettronico sulla rivista on.line di riferimento per il digitale: www.dpreview.com e vedrete che quello che ho ampiamente sperimentato a proposito del rumore ha un riscontro chiaro anche nelle misure di laboratorio. E non venitemi a dire che un fotografo anche amatoriale non ha bisogno prima o poi di scattare a 400 ISO!!! Chi lo sostenga, scusate tanto, ma non è un fotografo. Per contro la mancanza dei 64 o dei 50 ISO nelle digireflex NON è un limite, visto che, come dimostrato (e come potete vedere facilmente dai grafici di dpreview) una digireflex a 400 ISO ha meno uguale o meno rumore di una prosumer a 100 ISO. Tra l’altro vorrei far notare, parlando in concreto di prezzi, una cosa rilevante: Prendendo ad esempio la vetrina on-line di Digitalfoto (www.digitalfoto.it) troveremo i seguenti prezzi: Reflex Canon EOS-300D Kit+EF-S 18-55/3.5-5.6 = 1.015 Euro con garanzia Canon Italia Compatta Canon PowerShot Pro1 (8 Mpxl) = 926 Euro con garanzia Canon Italia Cioè stiamo parlando di 90 Euro di differenza tra una reflex e una compatta “evoluta”. Ho avuto modo di vedere bene immagini scattate con ambedue le fotocamere appena citate e vi assicuro che appena si comincia ad ingrandire un po’ la differenza qualitativa, anche a 100 ISO è DEVASTANTE. Un altro punto è la velocità operativa. Con una reflex anche amatoriale abbiamo a disposizione una risposta allo scatto velocissima, praticamente paragonabile a una reflex meccanica a pellicola. Con una compatta i tempi di risposta alla pressione al pulsante di scatto sono molto più lunghi e anche abbastanza imprevedibili. Se non mi credete potrete trovare conferma con misurazioni di laboratorio sempre su dpreview: http://www.dpreview.com/reviews/canonpro1/page10.asp Un’altra dichiarazione assolutamente non corretta è che il digitale renda di fatto inutili le ottiche luminose. Non è assolutamente vero. Spessissimo, scattando in luce ambiente debole (cerimonie, spettacoli, interno di abitazioni) senza l’uso del flash, il che permette scatti particolarmente naturali, ci si trova a scattare a f1.4 ISO 800 a 1/60 sec. Che è un tempo ragionevole per garantire soggetti nitidi. Nelle stesse condizioni, con una compatta che raggiunge i 400 ISO e con un’ottica (sono ottimista) di luminosità f 2.8, avrei dovuto scattare a 1/8 sec.!!! E con una qualità a 400 ISO della compatta assolutamente inferiore agli 800 ISO della reflex. Il tutto a 90 Euro meno!!! Altra scorrettezza d’informazione: gli obiettivi di alta qualità sono inutili con il digitale, perchè la qualità dell’immagine è dovuta all’elaborazione digitale in se stessa e non più all’obiettivo. Niente di più sbagliato!!! L’immagine è sempre comunque prodotta da un’ottica e la differenza di qualità tra due ottiche spicca chiaramente anche su reflex digitali. La differenza è che i comportamenti sono un po’ strani. Nel senso che, per una serie di ragioni legate alla diversa dimensione del sensore rispetto alla pellicola, in qualche caso obiettivi di qualità piuttosto mediocre possono fare una migliore figura su corpo digitale, perchè viene usata solo la parte centrale dell’immagine, notoriamente quella più corretta. Ma sul fatto che un professionale 14/40 L f4 si ameglio di un 18/55 f3.5-5.6 non ci piove e lo vedrebbe anche un cieco. Termino il mio sproloquio con una nota sui famigerati EVF = Electronic View Finder cioè i mirini elettronici che infestano le prosumer: sono una vera indecenza: mutuati a poche lire dalle videocamere consumer, sono costituiti da un monitorino microscopico con un economico lentino di plastica e hanno i seguenti orrendi difetti: · controluce non si vede nulla · con luci troppo intense tendono a saturare · hanno una definizione molto bassa, per cui non si riesce a fare la messa a fuoco di precisione in manuale · le immagini in movimento lasciano delle divertenti scie luminose · la qualità generale dell’immagine è davvero squallida Sostenere che un EVF è paragonabile alla visione di un mirino reflex ottico, vuol dire una cosa sola: Andrea non ha mai guardato in un mirino reflex, oppure è cieco, oppure scherza. Chiudo qui, ma da dire ce ne sarebbe molto ancora. A disposizione per qualsiasi replica Pecos |
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8 Oct 2004, 14:30
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#12
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Ciao Pecos e complimenti per la tua esposizione.
Sarebbe gradita anche una tua presentazione nella stanza Quattro chiacchiere.... vedrai sarai bene accolto nel forum. Grazie. Ciao. -------------------- |
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9 Oct 2004, 01:22
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#13
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CITAZIONE(Pecos) Rispondo con grande ritardo perchè mi è stato segnalato solo oggi questa discussione. Ho deciso di rispondere comunque perchè ritengo che l'argomento sia di rilevante interesse comune, anche dopo qualche mese dalla "provocazione".
Faccio una premessa: fotografo da circa 24 anni e uso un po’ di tutto: reflex a pellicola 35mm, Reflex Medio Formato, Telemetro (sia 35mm che 6x6), compatte digitali, reflex digitali (Canon)...... Pecos Nonostante i miei pessimi rapporti con alcuni frequentatori e moderatori di questa CV, rispondo volentieri all'intervento vista la serietà e l'impegno profuso. Allora... la mia primissima foto l'ho scattata con una agfa Super Isolette a soffietto nel 1958, regalo di cresima del ricchissimo dottore di casa .. (allora erano amici di famiglia..). La barattai per 10 turni di guardia alla casermetta esplosivi qualche inverno più tardi. Quindi sono passati 46 anni... Non ho avuto molte macchine semplicemente perchè ho fatto delle vere follie per avere le migliori compatibili con le mie sostanze.. ma il mio archivio di 25000 fra stampe e dia dovrebbe denunciare se non altro un certo impegno. Quasi tutto quello che tu hai scritto è inconfutabile, ma hai scritto 7400 battute e questo è già un problema. Fino a due anni fa nessuno avrebbe perso tempo e pazienza per dimostrare con 7400 battute che una F50 era meglio di una Canon Prima. Con il digitale devi spiegarlo punto per punto, evidentemente il problema esiste. Come esiste fra PC e Mac, ma il 95 per cento del mondo compra PC. Come esisteva fra Beta e VHS... ma il Beta è sparito. E tanti altri esempi. Cominciamo col dire subito una cosa, tutte le tue precise circostanze tecniche non sono una costrizione industriale inapplicabile nelle prosumer... ma una scelta, quindi niente vieta che una prosumer abbia le stesse caratteristiche di una Reflex Professionale con l'unica differenza di avere uno Zoom fisso. E perchè mai dovrebbe accadere una simile scelta? Attenzione ho detto “dovrebbe”, se ne fossi sicuro sicuro sarei un consulente miliardario. Tanto per cominciare torniamo un attimo a PC/Mac - VHS/Beta... Il mercato lo fa il “mercato”, non le caratteristiche. Il mercato adesso ci dice che il 90 % di quelli che vogliono comprare una nuova macchina fotografica comprano una digitale.... dove per “digitale” si intende una Compatta. Una volta (fino a due anni fa..) un tizio che voleva comprare una macchina fotografica prendeva in seria considerazione una reflex .. perchè: “come tutti sanno, fa le foto migliori..” Ma come tutti noi sappiamo il 90 per cento dei possessori di reflex raramente ha stampato una foto più grande di 13X19 e siccome le “compattine” stampano egregiamente in tale formato perchè spendere “altri” soldi per un corpo digitale?? Che possa accadere che ad un certo punto si formi l’idea collettiva che una foto è meglio di un’altra per una marca o un modello invece che per una filosofia costruttiva, come accadeva per le reflex, è una ipotesi concreta. Le foto analogiche erano fondamentalmente delle matrici che volendo potevano diventare digitali e finire in un monitor... le foto digitali finiscono tutte nel monitor, qualcuna viene stampata. Il monitor per definizione è la televisione, che per ancora molto tempo sarà 640X480... puoi avere tutta la densità del CCD che vuoi.. ma sempre 640X480 ti tocca. Gli vuoi dimostrare quanto ti pare che la foto in televisione fa schifo.... ma è gratis... hai presente “gratis”?? E poi lo scorrere della “presentazione” magari con la musica è così carino!! Nei Villaggi di questa Estate i villeggianti sceglievano le foto nel monitor... pagavano i 7 euro, ritiravano la foto nella busta che sarà vista dalla nonna per cinque minuti, ma il ricordo della foto rimarrà quella del monitor. Le Reflex digitali sono state costruite secondo le necessità dei fotografi “di carta”, ma lo ripeterò fino a stancarmi ... la stampa è ormai solo un’opzione del nuovo concetto di “fotografia”. Vorrei infine che tu considerassi con molta attenzione questo... http://www.tevac.com/article.php/200410081...404695#comments E questo.. http://forum.tevac.com/viewtopic.php?t=10616 Io sono assolutamente convinto che la macchina fotografica tradizionale sarà presto sostituita, anche professionalmente, da un attrezzo che ricorderà molto un IPod ed un Isight collegati. Inoltre. in questo momento, scartabellando fra i siti sono annunciate almeno una decina di tecnologie che possono far diventare di colpo roba da museo l’ultima nata delle Reflex digitali. Ora veniamo sullo specifico del tuo intervento. Sono possessore di una Konica A2 e l’ho testata per una settimana con una D300 55/200. Allora... se avessi voluto stampare le foto non avrei avuto dubbi, tutto quello che hai detto è vero.. meno: 1) Le raw canon sono un incubo da scompattare... ci si riesce bene solo con il soft canon che sul Panther da un mucchio di Bug. Preferisco di gran lunga aspettare qualche secondo fra uno scatto e l’altro con Le Tiff Konica. (ma stanno arrivando le schede superveloci..). 2) L’oculare è un piccolo televisore VGA da 922000 pixel con intensificatore di luce che vede praticamente al buio. L’ho trovato decisamente più comodo della “vista diretta” .. Comunque: l’autofocus va che è una favola ... se voglio velocizzare le operazione lo posso tranquillamente escludere perchè c’è un vantaggino che ti sei scordato... le digitali hanno una profondità di campo bestiale... (ma talvolta fastidiosa..) Comunque ormai io faccio le foto come i turisti ... guardo il monitor.. non ho nessuna necessità di fare “perfette inquadrature”... in sede di IPhoto taglio che è un piacere... 3) La questione della luminosità mi frega fino ad un certo punto perchè la A2 ha l’Anti-Shake meccanico semplicemente eccezionale. 4) Il mio futuro fotografico è un proiettore da 1280X1024, e non faccio dia da due anni e le stampe da 15... 5) io sostengo di non essere “strano” e sono sicuro che la maggior parte dei futuri fotografi saranno come me. Non è nemmeno da discutere l’effetto di una presentazione con titoli e musica rispetto ad un portafotografie... 6) La maggior parte delle foto negli ultimi due anni l’ho scattate “mentre vivevo” la vita di tutti i giorni e non quando “andavo a far foto”... e per far questo mi porto dietro la Canon PS40 perchè persino la A2 è troppo ingombrante... 7) I comuni mortali sono nel già nel pallone con la sola idea del digitale... http://www.macroma.net/ (il falso ritorno delle foto analogiche) - Articolo che con molto rammarico non ho “potuto” postare in Tevac. - (6000 caratteri..) |
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